Nastro n°2/La madre dello scrittore

aprile 6, 2006

Una donna consuma il tempo della sua vita prostituendosi con gli uomini. Conosce le pratiche sessuali più aberranti, spinge il suo corpo fino e oltre il limite estremo della degradazione. Con il passare del tempo, perde la sua anima, o è quel che sente.
Partorisce numerosi figli, da molti padri diversi. Soldati, banchieri, semplici ladruncoli di strada. Di quelli nati nel pieno della sua attività, nessuno sopravvive. Muoiono tutti bambini, di fame o di violenza. Altri scompaiono in circostanze non chiare. Quelli nati sulla soglia della vecchiaia, negli ultimi anni di lavoro e di fertilità, invece sopravvivono. Tutti crescono e lasciano il quartiere di miseria dove sono nati. Alcuni lasciano anche la città. Nessuno di loro ha un padre. Li hanno allevati le puttane, i papponi, le armi da fuoco. Alcuni rimangono spacciatori, puttane, ladri, ricettatori, in diversi quartieri della città o del mondo e muoiono lasciando deboli tracce che evaporano come orina di cane. Altri invece vengono strappati alle loro radici dall'assistenza sociale. Diventano comuni lavoratori. Panettieri, operai, impiegati. Ma anche personalità riconosciute e influenti del mondo che conta. Uomini politici, vescovi, scrittori. Con il tempo dimenticano la baracca di lamiera in cui sono nati e l'odore stantio di essenze e lattice. Incontrano prostitute di alta classe. Consumano droghe molto costose. Rilasciano interviste brillanti e talvolta commoventi. Non hanno mai avuto padre. Presto dimenticano di avere avuto una madre. Leggi il seguito di questo post »

Nastro n° 1/Il segretario

aprile 5, 2006

Mio padre trovò una donna e la sposò.
Due giorni dopo salirono su un traghetto che partiva per la terra oltre il mare due volte al giorno, una al mattino e una alla sera. Mio padre e sua moglie arrivarono al porto poco dopo le diciotto, videro allontanarsi il traghetto e lasciarono cadere le valige sull'asfalto umido. Affittarono una camera dove passare sulla terraferma la prima notte di nozze, decisi a partire il mattino dopo, alle nove in punto.
Cenarono in un ristorante non lontano dalla pensione, ordinarono diverse specialità di pesce, preparate secondo le maniere che gli uomini di quella parte di terra conoscevano. Appena fu servito il secondo, mio padre disse alla sposa:
“Faccio una telefonata”. Leggi il seguito di questo post »


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